Trends

376


18 luglio 2015 – VERONA

Foto di un anno fa: Vangelis Moras in ospedale a Melbourne per donare il midollo osseo al fratello Dimitris, malato di leucemia. Ansa

Foto di un anno fa: Vangelis Moras in ospedale a Melbourne per donare il midollo osseo al fratello Dimitris, malato di leucemia. Ansa

Dimitris Moras non ce l’ha fatta. Il fratello di Vangelis, difensore del Verona al quale lo scorso marzo era stata diagnosticata durante una vacanza in Australia una rara forma di leucemia si è spento nella notte dopo aver a lungo lottato contro la malattia anche grazie alla donazione del midollo osseo del fratello, compatibile col suo, la scorsa estate subito dopo la fine dei Mondiali del Brasile che Moras aveva disputato con la Grecia. “Il Presidente Setti, la Società, mister Mandorlini, lo staff tecnico e tutta la squadra esprimono profondo cordoglio e si uniscono al dolore della famiglia Moras e di Vangelis per la scomparsa del fratello Dimitris”, il comunicato del Verona sul sito ufficiale. Moras ieri ha lasciato il ritiro di Racines, una volta saputo del peggioramento delle condizioni di Dimitris dopo mesi di speranza per un miglioramento che gli aveva restituito il sorriso. “Vorrei portarlo al Bentegodi un giorno a vedere una partita dell’Hellas“, aveva dichiarato a primavera. Da stanotte invece Dimitris non c’è più.

image

 Alessandro De Pietro 

Leggi tutto…

385


18 luglio 2015 – VERONA

Foto di un anno fa: Vangelis Moras in ospedale a Melbourne per donare il midollo osseo al fratello Dimitris, malato di leucemia. Ansa

Foto di un anno fa: Vangelis Moras in ospedale a Melbourne per donare il midollo osseo al fratello Dimitris, malato di leucemia. Ansa

Dimitris Moras non ce l’ha fatta. Il fratello di Vangelis, difensore del Verona al quale lo scorso marzo era stata diagnosticata durante una vacanza in Australia una rara forma di leucemia si è spento nella notte dopo aver a lungo lottato contro la malattia anche grazie alla donazione del midollo osseo del fratello, compatibile col suo, la scorsa estate subito dopo la fine dei Mondiali del Brasile che Moras aveva disputato con la Grecia. “Il Presidente Setti, la Società, mister Mandorlini, lo staff tecnico e tutta la squadra esprimono profondo cordoglio e si uniscono al dolore della famiglia Moras e di Vangelis per la scomparsa del fratello Dimitris”, il comunicato del Verona sul sito ufficiale. Moras ieri ha lasciato il ritiro di Racines, una volta saputo del peggioramento delle condizioni di Dimitris dopo mesi di speranza per un miglioramento che gli aveva restituito il sorriso. “Vorrei portarlo al Bentegodi un giorno a vedere una partita dell’Hellas“, aveva dichiarato a primavera. Da stanotte invece Dimitris non c’è più.

image

 Alessandro De Pietro 

Leggi tutto…

319

casapound


Gli abitanti di Casal San Nicola, località La Storta alla periferia nord di Roma, hanno perso la loro battaglia, ma non senza combattere fino all’ultimo. Dopo novanta giorni di presidio fisso, stamattina, il gruppo antisommossa della polizia di Stato ha sfondato il muro umano composto perlopiù da donne e anziani per far passare il pullman con a bordo 20 migranti. Fonti della questura parlano di cingalesi e senegalesi. “Io che l’ho visto passare da vicino ve lo posso garantire: sul pullman diretto al centro d’accoglienza non c’era neanche un profugo. Neanche un Siriano o un Eritreo. afferma Simone Di Stefano, portavoce nazionale di CasaPound – C’erano solo i soliti arroganti immigrati clandestini che non hanno nessun titolo per essere ospitati a Casale San Nicola”. CasaPound è l’unico movimento che ha dato sostegno agli abitanti sin da principio. La giornata è incominciata alle 8.30 del mattino. Dopo diversi giorni in cui si sono susseguite e poi smentite le voci dell’arrivo degli ospiti, stamattina la questura ha avuto il via libera. Un pullman ha caricato i 20 migranti dalla stazione Tiburtina di Roma in direzione Casale di San Nicola. Alla notizia dell’imminente ingresso della corriera, donne e anziani hanno bloccato la strada formando una vera e propria catena umana. Sono stati intonati cori contro il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, responsabile, a loro dire, di aver commesso un “abuso di Stato”. Le anziane hanno invitato i poliziotti a non eseguire gli ordini della Prefettura ma di tutelare i diritti degli italiani. Più e più volte è stato cantato l’inno di Mameli mentre si sventolava il tricolore.

[embedded content]

Tensioni in mattinata, scontri con la polizia. La situazione è apparsa tesa anche agli uomini della polizia che dapprima hanno cercato una mediazione. Una lunga trattativa durata più di un’ora durante la quale è stata proposta ai residenti un’offerta: 60 migranti invece di 100. “No” è stata la risposta perentoria degli abitanti che hanno ribadito come fosse, in realtà, una mera presa in giro la proposta fatta dalla Prefettura. “Il Casale non è a norma, non rispecchia gli standard minimi di sicurezza e quelli previsti dal bando – ripete Alberto Meoni, portavoce del comitato dei residenti -. La nostra zona è priva di ogni infrastruttura, elemento questo che deve essere di centralità nella scelta di un sito adeguato, come espresso dal Ministro Boschi presso la Camera dei Deputati in sede di question time il 20 maggio scorso in risposta all’On. Rampelli e come asserito dal Prefetto stesso nella sua intervista:”Ma noi andiamo in cerca di servizi e non di stabili, altrimenti inutili allo scopo. Il Prefetto ritiene “vergognoso” il fatto che i cittadini segnalino, in nome della legalità, della trasparenza e della sicurezza, le irregolarità, le dubbie procedure, ed è pronto a firmare, al di là della “storia di concessioni, abitabilità o altro”, insomma al di là delle regole del vivere civile e della legalità. Penso che oggi la polizia di Stato abbia mostrato il suo lato peggiore, questa è una violenza nei confronti di italiani che dovrebbero essere tutelati dallo Stato. Gabrielli si deve dimettere e lo urleremo a gran voce”.


 


 


Casale San Nicola, dopo 80 giorni di presidio per impedire l’arrivo di 100 sedicenti profughi in una zona abitata da 250 famiglie, ora sono arrivati numerosi blindati che forse preannunciano l’arrivo dei profughi. Ma Casale San Nicola resiste. Un breve video di questi minuti


Posted by CasaPound Italia on Venerdì 17 luglio 2015

La trattativa non è andata a buon fine. I residenti hanno chiesto due giorni per riunirsi in assemblea e decidere se far passare i primi 20 migranti. Proposta irricevibile per la polizia di Stato, esecutrice di ordini centrali. I piani stabilivano sin da principio l’ingresso di 20 ospiti nella struttura. Le due parti, non giungendo ad un accordo pacifico, sono ricorse alle manieri forte. La questura ha schierato il gruppo antisommossa mentre i residenti si sono chiusi a riccio facendosi scudo con le mani. Alle spalle degli abitanti, una trentina di ragazzi di Casa Pound con i caschi. La situazione è presto degenerata. E’ stato fermato un esponente di Fratelli d’Italia, firmatario peraltro di un esposto in Procura contro il centro profughi. In mezzo agli scontri si sono trovati anziani e donne. Il pullman con a bordo i migranti che dovrebbero essere trasferiti nella ex scuola, è passato solo intorno alle 14. Alla fine il bilancio è di 14 agenti feriti, 2 arrestati e una persona denunciata a piede libero, altre 15 identificate.


 


 


Video In diretta dal presidio di Casale San Nicola, il prefetto minaccia di far caricare i cittadini per rimuovere il blocco contro i profughiAndrea Antonini, vicepresidente CasaPound: “Avevamo chiesto che fosse data la possibilità ai cittadini di riunirsi in assemblea domenica sera, in modo che fossero presenti tutti i residenti del quartiere, per prendere una decisione collegiale sulla proposta fatta con tutti i cittadini del quartiere, così come deve essere. Ci hanno risposto che hanno avuto indicazione dal questore di procedere d’imperio alla rimozione del presidio, al sequestro di tutte le macchine e alle denunce. Venissero, siamo pronti a farci sequestrare le macchine e a prenderci le denunce”.


Posted by CasaPound Italia on Venerdì 17 luglio 2015


 


Dopo gli scontri. Il passaggio del pullman con a bordo i migranti non è stato semplice. A gettare benzina sul fuoco si sono messi i passeggeri del bus che hanno, oltre a filmare con cellulari di ultima generazione, le fasi dello scontro, iniziato ad insultare i residenti mostrando tutti il dito medio. Gesti offensivi rivolti ai residenti. Molti di loro hanno lanciato bottiglie d’acqua contro il pullman e urlato “Infami tanto da qui dovete uscire”. ,>


 


La nota della questura. “Nel prosieguo delle operazioni in atto da questa mattina, a seguito di una sassaiola nei confronti delle forze dell’ordine posta in essere dai manifestanti che si oppongono all’ingresso degli stranieri presso il centro, un funzionario di Polizia è rimasto ferito. E’ stato pertanto necessario per le forze in campo indossare i caschi di protezione ed aumentare l’uso della forza per contenere il comportamento dei manifestanti che al momento travalica ogni forma di legalità”.


 



L’incontro con il Movimento 5 Stelle. Alessandro Di Battista ha incontrato alla Camera Deputati una delegazione di residenti. Il parlamentare dapprima aveva annunciato la sua presenza presso il presidio, ma alla luce di quanto accaduto in mattinata, ha preferito non andare sul posto per non “essere strumentalizzato”.

Francesca Pizzolante

Leggi tutto…

335

casapound


Gli abitanti di Casal San Nicola, località La Storta alla periferia nord di Roma, hanno perso la loro battaglia, ma non senza combattere fino all’ultimo. Dopo novanta giorni di presidio fisso, stamattina, il gruppo antisommossa della polizia di Stato ha sfondato il muro umano composto perlopiù da donne e anziani per far passare il pullman con a bordo 20 migranti. Fonti della questura parlano di cingalesi e senegalesi. “Io che l’ho visto passare da vicino ve lo posso garantire: sul pullman diretto al centro d’accoglienza non c’era neanche un profugo. Neanche un Siriano o un Eritreo. afferma Simone Di Stefano, portavoce nazionale di CasaPound – C’erano solo i soliti arroganti immigrati clandestini che non hanno nessun titolo per essere ospitati a Casale San Nicola”. CasaPound è l’unico movimento che ha dato sostegno agli abitanti sin da principio. La giornata è incominciata alle 8.30 del mattino. Dopo diversi giorni in cui si sono susseguite e poi smentite le voci dell’arrivo degli ospiti, stamattina la questura ha avuto il via libera. Un pullman ha caricato i 20 migranti dalla stazione Tiburtina di Roma in direzione Casale di San Nicola. Alla notizia dell’imminente ingresso della corriera, donne e anziani hanno bloccato la strada formando una vera e propria catena umana. Sono stati intonati cori contro il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, responsabile, a loro dire, di aver commesso un “abuso di Stato”. Le anziane hanno invitato i poliziotti a non eseguire gli ordini della Prefettura ma di tutelare i diritti degli italiani. Più e più volte è stato cantato l’inno di Mameli mentre si sventolava il tricolore.

[embedded content]

Tensioni in mattinata, scontri con la polizia. La situazione è apparsa tesa anche agli uomini della polizia che dapprima hanno cercato una mediazione. Una lunga trattativa durata più di un’ora durante la quale è stata proposta ai residenti un’offerta: 60 migranti invece di 100. “No” è stata la risposta perentoria degli abitanti che hanno ribadito come fosse, in realtà, una mera presa in giro la proposta fatta dalla Prefettura. “Il Casale non è a norma, non rispecchia gli standard minimi di sicurezza e quelli previsti dal bando – ripete Alberto Meoni, portavoce del comitato dei residenti -. La nostra zona è priva di ogni infrastruttura, elemento questo che deve essere di centralità nella scelta di un sito adeguato, come espresso dal Ministro Boschi presso la Camera dei Deputati in sede di question time il 20 maggio scorso in risposta all’On. Rampelli e come asserito dal Prefetto stesso nella sua intervista:”Ma noi andiamo in cerca di servizi e non di stabili, altrimenti inutili allo scopo. Il Prefetto ritiene “vergognoso” il fatto che i cittadini segnalino, in nome della legalità, della trasparenza e della sicurezza, le irregolarità, le dubbie procedure, ed è pronto a firmare, al di là della “storia di concessioni, abitabilità o altro”, insomma al di là delle regole del vivere civile e della legalità. Penso che oggi la polizia di Stato abbia mostrato il suo lato peggiore, questa è una violenza nei confronti di italiani che dovrebbero essere tutelati dallo Stato. Gabrielli si deve dimettere e lo urleremo a gran voce”.


 


 


Casale San Nicola, dopo 80 giorni di presidio per impedire l’arrivo di 100 sedicenti profughi in una zona abitata da 250 famiglie, ora sono arrivati numerosi blindati che forse preannunciano l’arrivo dei profughi. Ma Casale San Nicola resiste. Un breve video di questi minuti


Posted by CasaPound Italia on Venerdì 17 luglio 2015

La trattativa non è andata a buon fine. I residenti hanno chiesto due giorni per riunirsi in assemblea e decidere se far passare i primi 20 migranti. Proposta irricevibile per la polizia di Stato, esecutrice di ordini centrali. I piani stabilivano sin da principio l’ingresso di 20 ospiti nella struttura. Le due parti, non giungendo ad un accordo pacifico, sono ricorse alle manieri forte. La questura ha schierato il gruppo antisommossa mentre i residenti si sono chiusi a riccio facendosi scudo con le mani. Alle spalle degli abitanti, una trentina di ragazzi di Casa Pound con i caschi. La situazione è presto degenerata. E’ stato fermato un esponente di Fratelli d’Italia, firmatario peraltro di un esposto in Procura contro il centro profughi. In mezzo agli scontri si sono trovati anziani e donne. Il pullman con a bordo i migranti che dovrebbero essere trasferiti nella ex scuola, è passato solo intorno alle 14. Alla fine il bilancio è di 14 agenti feriti, 2 arrestati e una persona denunciata a piede libero, altre 15 identificate.


 


 


Video In diretta dal presidio di Casale San Nicola, il prefetto minaccia di far caricare i cittadini per rimuovere il blocco contro i profughiAndrea Antonini, vicepresidente CasaPound: “Avevamo chiesto che fosse data la possibilità ai cittadini di riunirsi in assemblea domenica sera, in modo che fossero presenti tutti i residenti del quartiere, per prendere una decisione collegiale sulla proposta fatta con tutti i cittadini del quartiere, così come deve essere. Ci hanno risposto che hanno avuto indicazione dal questore di procedere d’imperio alla rimozione del presidio, al sequestro di tutte le macchine e alle denunce. Venissero, siamo pronti a farci sequestrare le macchine e a prenderci le denunce”.


Posted by CasaPound Italia on Venerdì 17 luglio 2015


 


Dopo gli scontri. Il passaggio del pullman con a bordo i migranti non è stato semplice. A gettare benzina sul fuoco si sono messi i passeggeri del bus che hanno, oltre a filmare con cellulari di ultima generazione, le fasi dello scontro, iniziato ad insultare i residenti mostrando tutti il dito medio. Gesti offensivi rivolti ai residenti. Molti di loro hanno lanciato bottiglie d’acqua contro il pullman e urlato “Infami tanto da qui dovete uscire”. ,>


 


La nota della questura. “Nel prosieguo delle operazioni in atto da questa mattina, a seguito di una sassaiola nei confronti delle forze dell’ordine posta in essere dai manifestanti che si oppongono all’ingresso degli stranieri presso il centro, un funzionario di Polizia è rimasto ferito. E’ stato pertanto necessario per le forze in campo indossare i caschi di protezione ed aumentare l’uso della forza per contenere il comportamento dei manifestanti che al momento travalica ogni forma di legalità”.


 



L’incontro con il Movimento 5 Stelle. Alessandro Di Battista ha incontrato alla Camera Deputati una delegazione di residenti. Il parlamentare dapprima aveva annunciato la sua presenza presso il presidio, ma alla luce di quanto accaduto in mattinata, ha preferito non andare sul posto per non “essere strumentalizzato”.

Francesca Pizzolante

Leggi tutto…

414


18 luglio 2015 – Milano

Roma batte Real Madrid ai calci di rigore, nella prima gara della International Champions Cup, 0-0 dopo 90′: l’occasione più importante del primo tempo capita a De Rossi, che centra la traversa dopo appena 4′, sulla ribattuta Totti va al tiro, respinto sulla linea. Con lui in attacco Gervinho e Iago Falque, ma al 33′ il capitano della Roma lascia il posto a Doumbia ,e la fascia a De Rossi: cambio già programmato, nessun caso. Gervinho sembra il più attivo dell’attacco giallorosso ma non arriva al tiro, per il Real la conclusione più pericolosa è del terzino Carvajal, a lato di poco, anche perché nell’unica occasione in cui la palla arriva a Cristiano Ronaldo Ashley Cole è più veloce.
secondo tempo
Nella ripresa dentro Pjanic, Keita, Manolas e Paredes: il greco decisivo già al 2′, per salvare un pericoloso cross di Cristiano Ronaldo (che ora può contare sul supporto di Benzema). Al 9′ pericoloso Bale di testa, su calcio d’angolo, la Roma risponde con un gran cross di Florenzi per la testa di Doumbia, che non inquadra. Poi, al 17′ della ripresa, l’ivoriano lascia il posto a Mattia Destro, esce anche Yanga-Mbiwa: al suo posto Elio Capradossi, difensore centrale della Primavera, non Alessio Romagnoli, al centro delle voci di mercato, che resta in panchina. A 5′ dalla fine De Sanctis salva lo 0-0 su Vazquez, che si era liberato di Capradossi: grande intervento con il piede. Mentre Destro mette paura a Navas con un sinistro di controbalzo su punizione di Pjanic.
ai rigori
Si va a oltranza, i primi dodici tutti a segno, De Sanctis para il tredicesimo, calciato da Vazquez, Keita non sbaglia: 2 punti alla Roma, che martedì sfiderà il Manchester City, 1 solo al Real Madrid.
REAL MADRID-ROMA 6-7 (d.c.r., 0-0 al 90′)
Sequenza rigori Per la Roma segnano Pjanic, Ljajic, Destro, Florenzi, Iturbe, Paredes, Keita. Per il Real Madrid segnano Danilo, Kroos, Lucas Silva, Isco, Benzema, Nacho. Sbaglia Vazquez
REAL MADRID (4-5-1) Navas; Carvajal (dal 25′ s.t. Danilo), Varane (dal 1′ s.t. Pepe), Ramos (dal 1′ s.t. Nacho), Marcelo (dal 1′ s.t. Arbeloa); Illarramendi (dal 1′ s.t. Kroos), Modric (dal 1′ s.t. Lucas Silva), Bale (dall’11’ s.t. Vazquez), Ødegaard (dal 1′ s.t. Isco), Ronaldo (dal 1′ s.t. Benzema); Jesé (dal 1′ s.t. Cheryshev). PANCHINA Pacheco, Yañez, Casemiro, Llorente, Lazo. ALLENATORE.Benitez
ROMA (4-3-3) De Sanctis; Maicon (dal 1′ s.t. Florenzi), Yanga-Mbiwa (dal 17′ s.t. Capradossi), Castan (dal 1′ s.t. Manolas), Cole (dal 1′ s.t. Torosidis); Nainggolan (dal 1′ s.t. Paredes), De Rossi (dal 1′ s.t. Keita); Uçan (dal1′ s.t. Pjanic), Iago Falque (dal 1′ s.t. Iturbe), Gervinho (dal1′ s.t. Ljajic); Totti (dal 33′ p.t. Doumbia (dal 17′ s.t. Destro). (Lobont, Pop, Svedkauskas, Romagnoli, Anocic, Machin, Di Livio, Sanabria). All. Garcia.
NOTE spettatori 80.746
ARBITRO Clattenburgh (Ing). Recuperi: 1′ p.t.; 2′ s.t.

image

 Gasport 

Leggi tutto…

363

Si conclude al tramonto di giovedì 16 luglio il Sawm, il digiuno rituale, uno degli Arkan al-Islam (i pilastri dell’Islam) che caratterizza il Ramadan (il nono mese del calendario lunare islamico). Venerdì 17 luglio, è già il primo di Shawal (decimo mese del calendario islamico) e i Musulmani di tutto il mondo festeggiano la fine del mese di Ramadan: l’Eid el-Fitr. L’Eid el-Fitr, in arabo “la festa della rottura del digiuno”, che sancisce la fine del Mese Sacro del Ramadan, è con l’”Eid el Adha” la ricorrenza più importante del calendario islamico. Nel Piacentino le celebrazioni hanno coinvolto una comunità che conta circa 20,000 fedeli. Tanti sono i musulmani che risiedono a Piacenza e Provincia e che gravitano intorno ai 4 centri islamici del territorio: quello di via Caorsana e di via Mascaretti in città, il Centro Islamico di Fiorenzuola e quello di Borgonovo Val Tidone in provincia. Anche quest’anno, a Piacenza, la festa si terrà al Centro Polisportivo Comunale di Largo Anguissola dalle ore 08:00 di venerdì 17 luglio. Il complesso sportivo è una struttura capace di accogliere i numerosi fedeli residenti sul territorio e di unire tutte le comunità musulmane della zona. La Comunità Islamica di Piacenza e Provincia, ringraziando le istituzioni pubbliche, la società civile e la stampa locale per il coinvolgimento e l’attenzione loro rivolta, augura un buon Eid el-Fitr a tutti Musulmani di Piacenza, d’Italia e del Mondo.

Annuncio promozionale

Ci sarà anche l’Associazione Italo-Marocchina a festeggiare al Centro Polisportivo Comunale l’Eid el-Fitr, la festa che chiude il mese del Ramadan, sacro a tutti i musulmani del mondo. Si chiude un periodo di forte spiritualità, di preghiera, di digiuno e di socializzazione religiosa che ha unito la multietnica comunità musulmana della città coinvolgendo le istituzioni e la società civile.  Come Associazione Italo-Marocchina in Piacenza e in quanto musulmani salutiamo la fine del Mese Sacro e ci uniamo ai nostri confratelli per le celebrazioni dell’Eid el-Fitr. 

Leggi tutto…

240

18 luglio alle 09:30

Il mercato della Juventus passa dalla Germania, più precisamente da Monaco di Baviera. Dopo essersi accordati per la cessione del cileno Arturo Vidal al Bayern di Guardiola, i bianconeri stanno trattando proprio un giocatore in forza ai campioni di Germania: Mario Gotze

JARummenigge ha già detto sì, dando l’autorizzazione a trattare direttamente con il calciatore, al quale Marotta offre un ingaggio da 6 milioni di euro netti all’anno. Secondo la Gazzetta dello Sport, per il trasferimento di Gotze in Italia ci sono un paio di strade percorribili: la prima è quella di un prestito biennale oneroso con diritto di riscatto obbligatorio e contro-riscatto in favore del Bayern, la seconda è quella che i bianconeri hanno già adottato con il Real Madrid nell’ambito dell’operazione Morata, l’ormai famosa ‘recompra‘ che di fatto lascia in mano al giocatore la scelta finale. 

PIANO B – La prima alternativa per vestire la maglia numero 10 della Juventus è un altro tedesco: Julian Draxler. Lo Schalke 04 ha già fatto sapere di non voler trattare sulla base di un prestito con diritto di riscatto, allora la Juve starebbe studiando una nuova proposta, che però tenga sempre conto dei dubbi legittimi sulle condizioni fisiche di Draxler. Il giocatore piace molto, è giovane (classe 1993) e soprattutto duttile: ottimo attaccante esterno, trequartista di gamba e anche qualità. È il piano B rispetto a Gotze, ma rappresenterebbe comunque una scelta di primissimo livello. Resta infine viva l’ipotesi Cuadrado, ma solo se il Chelsea dice sì a un prestito molto poco oneroso. 

Leggi tutto…

304

In un colpo solo, il Pd contraddice il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e il presidente del Senato. I soprastanti dei feudi elettorali di Sicilia già vedono nelle dimissioni di Rosario Crocetta la più che probabile sconfitta e corrono ai ripari: «Temporeggiare». Ecco. «Non c’è ragione per interrompere la legislatura» spiega il segretario regionale del Pd Fausto Raciti. L’ordine di scuderia dei nazareni di Sicilia è quello di prendere tempo perché dalla Capitale, da Palazzo Chigi per l’appunto, non arrivano input in questa direzione. I democrat dell’isola, oltretutto, si attengono alle dichiarazioni del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. La tesi dunque che si legge fra le righe del segretario Raciti è quella di separare la vicenda giudiziaria da quella politica. D’altro canto, rivela una fonte qualificata, «ad horas Crocetta potrebbe uscirne come eroe, così come potrebbe rassegnare le dimissioni già domani».Eroe o dimissionario. È questo il giallo di Sicilia. Ad oggi, nonostante nei dietro le quinte i deputati Pd siano più che certi che «la telefonate esiste», il contenuto della intercettazione tra Matteo Tutino, medico personale di Rosario Crocetta, primario di chirurgia a Villa Sofia, e Rosario Crocetta resta circoscritto a una paginata dell’ Espresso . «Quella lì (Lucia Borsellino) va fermata, fatta fuori come il padre» è una intercettazione – ripeteva ancora ieri il procuratore di Palermo Lo Voi – che «non è agli atti di alcun procedimento di questo ufficio e neanche tra quelle registrate dal Nas». L’ Espresso per voce del suo direttore Luigi Vicinanza chiarisce: «I nostri cronisti l’hanno ascoltata. Posso confermare che l’audio è sporco, ci sono alcune interferenze. I due parlano con grande confidenza a tratti in siciliano». «Sono mesi che gira la notizia di questa intercettazione imbarazzante – aggiunge un esponente del Pd siciliano – ne ho parlato con Crocetta e lui ha negato».Nel giallo, un dettaglio. È quello che lo stesso Crocetta rivela al Fatto Quotidiano . L’autore dell’articolo si chiama Piero Messina, ed è uno di quei giornalisti dell’ufficio stampa della Regione licenziati proprio da Crocetta in uno dei suoi primi atti da governatore e che in questo contesto complica l’intrigante giallo dell’estate siciliana. Un pasticcio che non è affatto chiuso secondo Palazzo Chigi, tentato di staccare la spina al governatore Crocetta, considerandolo un nuovo caso Marino. Palermo chiama ma Roma si fa sorda. Il segretario regionale Raciti avrebbe provato a cercare Matteo Renzi ma il cellulare del premier è squillato a vuoto. Segno che la distanza è siderale. «Non ho sentito Renzi: né ieri né oggi. E questo fatto mi lascia perplesso. Sarebbe stata opportuna una consultazione con il segretario regionale Pd». Davide Faraone, uomo forte del premier nell’isola, ha subito scaricato Crocetta: «Dimissioni inevitabili».Ma dopo la smentita della Procura di Palermo (che ha aperto un’inchiesta) restano le dichiarazioni dei vertici dello Stato contro Crocetta. Palazzo Chigi, dunque, vorrebbe provare ad accelerare. E non è da escludere che nel dietro le quinte dell’assemblea nazionale dei democrat, che si terrà oggi all’Expo di Milano, si tocchi anche l’argomento Sicilia. Renzi non si può permettere di consegnare la regione ai pentastellati. Anche per questo i maggiorenti del Pd avrebbero avviato un dialogo con il Nuovo centrodestra e l’Udc – che in Sicilia, considerata la debolezza di Forza Italia, veleggiano in doppia cifra – per trovare un nome della società civile, un Papa straniero che non scontenti né le svariate anime dei democratici né tantomeno i centristi. Un nome è già pronto: quello del rettore dell’università di Palermo Roberto Lagalla.Twitter: @GiuseppeFalci

Leggi tutto…

346

L’uruguay piange la morte del ‘suo’ eroe del Maracanazo Alcides Ghiggia (PROFILO), morto d’infarto a 88 anni mentre guardava una partita di calcio in tv proprio nel giorno del 65/o anniversario dello storico 2-1 con il quale la Celeste riuscì a battere la il Brasile e a vincere così la Coppa del Mondo. Ghiggia, autore di una di quelle reti, era l’ultimo dei giocatori ancora vivo della nazionale celeste che scese in campo quel 16 luglio del ’50. Il campione è morto mentre guardava una partita della Libertadores alla tv: a raccontarlo è il figlio del protagonista del ‘Maracanazo’ uruguaiano, Arcadio Ghiggia. “Stavamo chiacchierando, guardando insieme una replica dell’incontro Inter-Tigre in tv nella stanza dell’ospedale dove era stato ricoverato. Ha avuto una crisi e poco dopo è morto per un infarto”, ha affermato Arcadio alla rete Tele Doce di Montevideo.
   
La finale mondiale del 1950

[embedded content] 

 L’Uruguay piange il suo eroe – Il calcio tutto può, o quasi. Anche forgiare l’identità di un paese. E’ quanto è successo 65 anni fa, quando Alcides Ghiggia segnò al Brasile il 2-1 che diede all’Uruguay il ‘mundial’ del 1950, diventando il protagonista del ‘Maracanazo’. Ghiggia è morto ieri a 88 anni e oggi l’intero paese s’inchina all’autore della storica beffa alla ‘Selecao’. L’uomo che insieme agli altri dieci compagni (tutti deceduti nel corso degli ultimi anni) alzò la coppa Jules Rimet al cielo di Rio de Janeiro è morto in una fredda giornata invernale stroncato da un infarto in ospedale. Ha avuto una crisi dalla quale non si è più ripreso mentre guardava in tv insieme al figlio una partita della Libertadores. Qualche ora dopo, il governo ha decretato tre giorni di lutto, mentre cominciavano a moltiplicarsi i ricordi e le reazioni. “Sessantacinque anni fa la ‘Celeste’ faceva piangere il Brasile e sorprendeva il mondo”, ha scritto il quotidiano El Pais, sottolineando che Ghiggia se ne è andato il giorno del 65/o anniversario del ‘Maracanazo': quel 16 luglio del ’50 l’ala destra riuscì a segnare la seconda rete ‘Celeste’, facendo così impazzire l’Uruguay e ammutolire i 200 mila spettatori.

Ghiggia racconta la sua finale mondiale

[embedded content] 

 Ma furono i 50 milioni di brasiliani a rimanere a bocca aperta, e ci furono persino dei suicidi. Mancando 11 minuti al fischio finale, poco dopo il pareggio ‘uruguayo’ segnato da un ‘certo’ Schiaffino, Ghiggia fece scacco alla ‘Selecao’ con una rete rimasta appunto storica. Sulle reti sociali sono subito scattati i messaggi trainati dal hashtag #EternoGhiggia, tra i quali Cavani, il prediletto di Ghiggia (‘se ne va una leggenda’), Suarez (‘ha segnato la nostra storia’) e capitan Lugano (‘Buon viaggio campione’). E non sono d’altra parte mancati i commenti dei politici, a cominciare dal presidente, Tabare Vazquez, che ha espresso “un dolore profondo” e del suo predecessore, il popolare ‘Pepe’ Mujica: “ricordo l’esplosione di gioia dopo il Maracanazo, simile forse a quando in Uruguay finì la dittatura”. 

Dopo la veglia funebre in Parlamento, la salma sarà sepolta nel ‘panteon de los Olimpicos’ del cimitero del Buceo di Montevideo. A Montevideo, della rete di Ghiggia si continuerà a parlare per sempre, insieme alle tante interpretazioni esistenti sul rapporto tra quella rete e l’Uruguay: fu infatti un momento di gloria, emblema della ‘garra’ (grinta) dei ‘Celestes’, ma condannò anche il paese a vivere per decenni di quel momento magico, con lo sguardo sempre rivolto al Maracanà. Uno stato d’animo superato però negli ultimi anni, grazie alla nuova generazione dei diversi Suarez e Cavani, alla Coppa America di quattro anni fa e all’ottima performance ai mondiali in Sudafrica.

Leggi tutto…

Close


Grazie per averci fatto visita! Regalaci un like: a te non costa niente, ma per noi farebbe una grande differenza!